Articolo del Luxemburger Wort sulle stele dagli spigoli netti e vivi di Raymond Lohr, presentate nel suo atelier di Helmsange. Georgette Bisdorff lo segue dal bambino che modellava la sabbia in spiaggia al maestro falegname, insegnante formatosi a Mannheim, allievo di scultura di Josy Jungblut e Pierre Weber e poi di Cesare Riva a Pietrasanta, e spiega il nome Ray L: « in ascolto del reale ».